“Ah se fossi ricco…” Quante volte abbiamo sentito questa frase?
Se anche voi pensate che la ricchezza sia sufficiente a creare persone felici, beh allora dovreste leggere l’ultimo libro di Morgan Housel “L’arte di spendere soldi” in cui l’autore passa dallo spiegare come si accumula la ricchezza a come usarla.
Già, perché il modo in cui spendiamo i nostri soldi non è una scienza, non esistono regole universali ed oggettive. Ognuno di noi spende i soldi in modi che ad altri potrebbero apparire inutili, creando un vuoto anziché felicità.
Un viaggio nell’universo delle emozioni, nel nostro interiore, dove spesso il desiderio di possedere cose belle maschera, in realtà, il bisogno di ammirazione, rispetto e attenzione.
Infatti, se potessimo fare un viaggio nel futuro e assistere al nostro funerale, che cosa vorremmo leggere sulla nostra lapide?
“Aveva tre ville, due Ferrari e una prestigiosa collezione di quadri”?
Oppure:
“È stato un marito premuroso e leale, un padre esemplare, un figlio amorevole e un cittadino onesto”?
Forse è proprio questa domanda a ricordarci che, alla fine, il valore di una vita non si misura da ciò che abbiamo posseduto, ma da ciò che siamo stati per gli altri.
Quello che, in particolare, mi ha colpito, è la relazione perversa e tossica che può instaurarsi tra noi e il denaro. Accade nel momento in cui il denaro finisce col gestire noi e non il contrario. Spesso non sappiamo come spendere i nostri soldi, spendiamo per fare colpo sugli altri e non perché ci rende davvero felici.
Lo consiglierei soprattutto a chi è ossessionato dal denaro e crede che sarebbe più felice se ne possedesse più.
